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Il Gruppo Albatros smaschera Striscia la notizia

In editoria on febbraio 2, 2012 at 16:49

La nota casa editrice specializzata nella pubblicazione di autori emergenti individua il manoscritto falso inviato dalla redazione di Striscia.

E poi dicono che il Gruppo Albatros non selezioni accuratamente le opere che pubblica, peccato che a fare le spese dei comitati di lettura della nota casa editrice specializzata in autori emergenti sia stata proprio la famosa trasmissione di Canale 5.

La compagnia di Ricci, seguendo il gossip che si era diffuso in rete, ha provato, qualche mese fa, ad inviare un manoscritto contraffatto a diverse realtà editoriali italiane, per valutare la serietà del loro operato. Lo scherzo consisteva in un’opera di fantascienza, davvero ben costruita, che al suo interno, a partire da pagina 50, conteneva estratti de “I promessi sposi”.

Diverse case editrici sono cadute nella trappola, trovandosi così nelle loro sedi l’inviato Moreno Morello, travestito da Manzoni, pronto a sottoscrivere il contratto editoriale che gli avevano proposto.

La redazione del Gruppo Albatros, invece, si è accorta della beffa e non solo non ha inviato al finto autore la proposta editoriale, ma lo ha smascherato inviandogli una comunicazione in cui dichiarava di essersi accorta del plagio.

Naturalmente, in quel momento, la redazione della casa editrice non sapeva che dietro lo pseudo autore ci fosse lo zampino della nota trasmissione televisiva.

“Abbiamo più volte provato a telefonare al numero di cellulare riportato nel manoscritto, per comunicargli la brutta figura fatta, ma nessuno ha avuto il coraggio di risponderci” – afferma ironicamente la direttrice del Gruppo Albatros, Giorgia Grasso.

Dopo aver scoperto, leggendo le testimonianze di coloro che erano stati beffati, chi era l’artefice dello scherzo, il Gruppo Albatros ha atteso senza successo che la redazione del programma mandasse comunque in onda il servizio, informando gli ascoltatori anche del buon operato di coloro che non erano caduti nel tranello. Ma questo, naturalmente, non è avvenuto.

“Questi scherzi sono sempre esistiti e sempre esisteranno” – aggiunge Giorgia Grasso – “così come le polemiche sulle pubblicazioni con contributo degli autori. Noi siamo assolutamente certi della qualità del nostro operato, ed il successo ottenuto dalle nostre edizioni ce lo conferma, per questo non diamo troppo peso a queste iniziative”.

“Ogni anno smascheriamo centinaia di plagi” – prosegue – “è tutto dimostrabile perché inviamo comunicazione scritta ai relativi autori, questo dato ci offre ampie conferme sulla serietà del lavoro svolto dai nostri comitati di lettura. Peccato che poi, come è accaduto con Striscia la notizia, nessuno abbia il coraggio di ammettere che è stato smascherato”.

Poi, un breve excursus nel passato – “due volte, negli scorsi anni, siamo caduti in scherzi simili, ma questo fa parte del gioco, è statisticamente inevitabile. Sono errori che capitano quando si ricevono decine di migliaia di opere da valutare. In uno dei due casi, addirittura, dopo che abbiamo rifiutato il manoscritto contraffatto, ce ne hanno inviato, a nome dello stesso autore, un altro riveduto e corretto, in modo da ricevere la nostra proposta editoriale. Una volta ottenuto il contratto, hanno fatto credere che il manoscritto selezionato fosse stato il primo”.

La cosa singolare è che mentre la redazione di Striscia la notizia preparava l’inchiesta, il Gruppo Albatros continuava a ricevere proposte pubblicitarie da Publitalia, concessionaria di Mediaset, per promuovere le proprie selezioni di opere letterarie nel corso della trasmissione di Ricci.

“Comunque siamo grati a Striscia la notizia” – conclude la direttrice del Gruppo Albatros – “perché al di là di questo scherzo non riuscito ha dimostrato grande sensibilità nei confronti degli autori emergenti, recensendo più volte i titoli della nostra collana Nuove Voci. Ciò che conta, in fondo, è offrire agli autori emergenti la maggiore visibilità possibile, perché soltanto in questo modo si può portare a compimento quel processo di democratizzazione editoriale che ci sta tanto a cuore. Se la collana Nuove voci, oggi, è la più diffusa del settore, questo lo si deve anche alle numerose trasmissioni televisive nazionali che hanno avuto l’acume di diffondere le opere dei nostri autori emergenti”.

Notizia riportata da comunicato stampa.
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